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ricordo una volta che stavo in braccio a mia mamma, avrò avuto
a mala pena sei anni; era dopo cena, tardi, a casa di Gianpaolo Barberis.
La mamma chiacchierava e io ero in braccio a lei nella calda cinta delle
braccia, e il suono della voce mi arrivava dal suo seno. Ogni tanto muoveva
il braccio per gesticolare: durante la conversazione, nelle pause in cui
ascoltava sentivo che annuiva o ancora alzava una mano in un gesto del
discorso.L'amore viscerale tra madre e figlio me lo raffiguro con questo ricordo. la formichina panante Mio papà mi faceva la formichina panante. Erano le sue due dita, con le quali intavolavo paradossali conversazioni per spiegarle che le stelle non erano buchi in un telo azzurro. Rispondendo, la formichina mi faceva il solletico. d'accordo, figlio unico è diverso In effetti i miei mi adoravano letteralmente; e se avessi avuto un fratello? Cosa avrei scoperto, cosa avrei visto? Adesso sarei diverso, chissà come sarei. mamma Quando la bisnonna è stata mandata in ospizio, il giorno stesso mia mamma ha fatto le valigie ed è andata a vivere in una cantina. Poi mi ha raccontato che ha fatto la mannequin, (Fig.1) che era libera e che si è girata con una Mini Abarth la Cecoslovacchia, la Jugoslavia e la Grecia, prima di cappottarsi. Si è sposata per amore di un artista povero. (Fig.3) Mi chiedo com'è possibile che poi tutto si sia immerdosito a tal punto. (Fig.4) La frase: -perché non riesci a stare fermo sul banco? Si è evoluta in: -hai consegnato il capitolo della tesi? Ma da quando mi sono laureato (la frase è diventata: -hai trovato un nuovo cliente?) siamo tutti e due più bendisposti e la sto riscoprendo; accetto il suo immenso affetto senza badando meno agli obblighi che ne derivano... Qualche anno fa credevo di non aver più bisogno di loro. Forse oggi riesco a relativizzare il loro giudizio, ma il loro affetto è tanto importante, per me, e se penso a quando non ci saranno più non so come farò. Voglio stargli più vicino adesso, per quanto non a costo di fingere o soffocare le mie emozioni. papà Sono sempre stato innamorato di mio padre perché era un sognatore. Aveva stile, sapeva essere virile ma dolcissimo. (Fig.2) Faceva il pubblicitario, durante i mitici anni '80 e non eravamo più poveri: abitavamo in un castello con il roseto e la cabriolet. E' lui che mi ha insegnato a capire qual'è la differenza che passa tra una cravatta e una cravatta Memphis. Quando invece mi calò le mutande e mi riempì di botte mi vergognai non di essere stato sculacciato ma di essere stato messo disteso nudo sotto di lui che mi teneva. Credo sia il momento più vergognoso della mia vita, per quel che ricordo. Solo a pensarci arrossisco ancora. Ultimamente ammiro la sua coerenza ma mi spaventa la cecità con la quale difende i fantasmi di una Chiesa turpe e castrante. Vorrei poterlo liberare ma non posso. La sua cecità è radicata troppo a fondo, ormai. Cerco però di mantenere un rapporto di affetto e di essere il più sincero possibile, soprassedendo alle sue richieste un pò strane... Quest'estate a ostia non ho potuto fare 200 metri in costume per andare in spiaggia perché aveva paura che un vigile mi multasse e mi ha prestato le sue braghe... Forse è pwer questo che in casa sono sempre nudo? Per spogliarmi dei troppi vestiti che mi sono sempre trovato addosso? Sto cercando di essere più libero senza far male a nessuno. papà il teologo di tutto ciò che è passato Ed è sempre stato lui il primo ad incanutirsi e a trascinarci giù, dopo averci fatto volare tra le nuvole. A lui l'onore e il dispregio che si meritano i condottieri. Intorno all'86, all'apice della vanità, tra gli spot pubblicitari e David del Pois mio padre si prese una sbandata. Per Cristo. Io presto lo seguii nella Legge, nella purificazione dei costumi, nell'Amor Dei intelllectualis. Niente parole organolettiche, niente sesso, neppure in fantasia. Il rosario una volta al giorno, L'ora terza, i vesperi, la messa ogni mattina alle sette in Gregoriano, il ritiro spirituale il sabato e domenica, la regola del silenzio, il rosario. (Fig.5) Poi, e ringrazio Dio nel caso esista, io ho letto Nietzsche, lui no. Vorrebbe tornare al rito latino, alla teologia preconciliare, alla Santa Inquisizione. Perché è prigioniero del passato. digressione sulle tipologie di cattolici E' uno degli ultimi veri cattolici e si può non ammirarlo per la sua coerenza, per il suo coraggio donchisciottesco? Tra tanti viscidi cattolici che amministrano un culto in cui non credono solo per sete di potere, e tanti altri cattolici servili e massificati che vanno a messa come andavano alle adunate oceaniche e come vanno allo stadio, sempre propensi a fare mucchio ma mai che si concedano una vera ammucchiata: per i benpensanti da varietà, un'orgia in un mare di cazzi e di calde mammelle sarebbe rigenerante. Perché i cattolici provano tanto pudico scandalo a parlare di peni? Non mi viene alla mente nulla di più divino della bellezza e nulla di più bello della carne umana. Seimila anni di storia dell'arte credo mi diano ragione. Siamo
su fronti opposti. Ma entrambi combattiamo contro i mulini a vento, ed
entrambi con l'anacronistico ardore per un ideale.©opyright |
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