Ancora Casayuri???
Scrivere ancora in CasaYuri non ha molto senso: questo sito è una vecchia crisalide o un precursore della Grande Opera. (che spero un giorno di compiere: per proporre a chi amo ciò che di più prezioso ho trovato cercando la felicità)
Lo scopo
Il mio scopo è diventare il più felice possibile.
Per farlo, sono convinto sia insostituibile l'affetto che proviamo per noi stessi. Anzi, che sia la condizione più importante di tutte, ancora più importante dell'amore con gli altri.
Amare se stessi
Ho quindi scelto di impegnarmi principalmente nell'autoadorazione. Per questo, devo arrivare ad essere innamorato di me stesso. Per questo, devo arrivare a volermi bene, accettarmi, stimarmi ma sopratutto sdoppiarmi o scoprire altre entità psichice viventi dentro il mio corpo: perchè è la solitudine esistenziale dell'essere umano il primo scoglio da affrontare senza ricorrere agli illusori palliativi della fede o dell'amore di un altro. O della fama: la forma più volgare dell'amore di un altro.
Allearsi con il Nemico
O della buona coscienza: la forma più subdola dell'amore di un altro annidata dentro di noi. Ma che può costituire proprio la struttura di partenza dove rinvenire un'altra entità psichica con cui coabito.
Sto parlando del Super-Io: il complesso psichico generato dall'interiorizzazione dei genitori, che diventa una presenza silenziosa e ammonitrice o che pungola verso un ideale.
la fede: illusione potente
Per raggiungere questo obiettivo devo necessariamente riscoprire una fede, seppur materialista, e imparare dall'amore che gli altri mi danno e che io do agli altri.
la giusta punta di mediocritas
Fermo restando dovermi organizzare nella vita pratica per stare tranquillo e continuare a godere del dono dell'amicizia e dell'amore, infinitamente prezioso per quanto insufficiente.
E rassegnarmi a perdere.
Perchè è necessario estirpare da dentro di me la necessità dell'approvazione sociale e l'illusione che l'amore di un altro essere umano possa colmare il mio abisso.
Mon amì
Devo accogliere il mio abisso nella solitudine, per destare te, mio Oscuro Signore.